L’etica del viandante

Nel passaggio dal pensiero filosofico presocratico a Platone, il problema dell’essere viene oggettivizzato dalla gnoseologia in un processo di sua rappresentazione in un sistema di conoscenze. In questo “oscuramento” dell’essere si fa strada il concetto di “valore” che, vicariando la scomparsa dell’orizzonte ontico, assume importanza come virtù propria e non più legata all’essere. Questo concetto è ricordato da Heidegger nel suo commento al frammento B 119 di Eraclito :

il detto di Eraclito suona: Êthos anthrópoi daímon. In genere si è soliti tradurre: “Il carattere proprio è per l’uomo il suo demone”. Questa traduzione pensa in modo moderno e non greco. Êthos significa soggiorno (Aufenthalt), luogo dell’abitare. La parola nomina la regione aperta dove abita l’uomo. L’apertura del suo soggiorno lascia apparire ciò che viene incontro all’essenza dell’uomo, e così avvenendo soggiorna nella sua vicinanza. Il soggiorno dell’uomo contiene e custodisce l’avvento di ciò che appartiene all’uomo nella sua essenza.

L’importanza di Nietzsche è stata di cogliere l’inconsistenza di tutte le gerarchie di valori, in quanto esito di questo processo di autonomizzazione dei sistemi etico-valoriali avulso dall’essenza dell’essere. In questo senso Nietzsche riconosce alla figura del viandante la vera etica dell’abitare il mondo:

“Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione non può poi sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante, non u viaggiatore diretto ad una meta finale (…). Quando silenziosamente, nell’equilibrio dell’anima mattinale, egli passeggerà sotto gli alberi, gli cadranno intorno dalle cime e dai recessi del fogliame solo cose buone e chiare, i doni di tutti questi spiriti liberi che abitano sul monte, nel bosco e nella solitudine e che, simili a lui, nella loro maniera ora gioiosa ed ora meditabonda sono viandanti e filosofi. Nati dai misteri del mattino, essi meditano come mai il giorno, fra il decimo e il dodicesimo rintocco di campana, possa avere un volto così puro, così luminoso, così trasfiguratamente sereno: essi cercano la filosofia del mattino. .

M. Heidegger. Lettera sull’umanismo. Adelphi, Milano 1987, p. 306

F. Nietzsche. Umano, troppo umano I. Adelphi, Milano (1965-1967).

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Neurologo e Psichiatra. Scrittore di Haiku

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